I BRANI DEL CD “♫”

Intro – I would always be where I’m not ( anteprima “♫”)
Intro – I Would Always Be Where I’m NotSarei sempre dove non sono. È l’introduzione al disco e dice già molto o quasi tutto. Questo brano apre ad un contenuto di continua ricerca, viaggi mentali, insoddisfazioni, sensazioni di non essere mai nel posto giusto, in qualsiasi posto ci si trovi, compresa la propria città, che sta ad indicare quelle certezze ormai acquisite, scontate. Qui si mette in discussione se stessi e non il posto in cui ci si trova, come si è soliti fare. Se si sta bene con se stessi si può essere ovunque.

From the sky (anteprima “♫”)
From The SkyDal Cielo. È il primo brano … scritto quasi per caso, ma la cosa non è assolutamente da sottovalutare. C’è qualcosa di magico o di divino in questo brano. È l’inizio di questa storia (quella degli Efem System), ma soprattutto sembra sia veramente arrivato dal cielo. Parla della continuità fra vita terrena  e “cielo” e si rivolge a quelle persone che ci hanno consentito di essere quello che ora siamo. Per sempre possiamo “sentire” i  loro insegnamenti.

My walk (anteprima “♫”)
My Walk. Il  mio cammino. Parla della vita, le difficoltà, le paure, ma anche le salde certezze che abbiamo. Quando stiamo cadendo possiamo affidarci alla “madre dalle braccia dorate” per risalire e riprendere il nostro cammino. Scrivere canzoni come questa è una sorta di cura psicologica che consente di vincere le piccole depressioni che a volte si presentano. Il brano si conclude con l’allegra danza delle ninfee che accompagnano e confortano il sereno e sorridente cammino della vita.

Panic (anteprima “♫”)
PanicPanico. È una delle due cover del CD. L’originale è dei The Smiths, indiscutibilmente la band o una delle band preferite da Number e Fraio. Questo brano è stato scelto perché Morrissey, nei primi anni ’80, quando nel mondo esplodeva in fenomeno delle discoteche, chiedeva di impiccare tutti i Djperché la musica che questi facevano suonare non parlava della propria vita. Anche Number e Fraio hanno fatto per un certo periodo i Dj e hanno smesso definitivamente per potersi dedicare alla realizzazione di questo disco … e prima di rischiare di essere giustamente impiccati!

Il tuo sorriso (anteprima “♫”)
Il Tuo Sorriso. È uno dei due brani che gli Efem System hanno voluto lasciare in italiano. Parla dei sorrisi che a volte siamo costretti a fare anche quando le cose non sembrano girare nel verso giusto. Al cospetto delle amarezze, che talvolta si presentano inesorabili, un sorriso “consapevole” può essere la soluzione per mostrare, soprattutto a se stessi, minor sofferenza e per ridurre l’entità del dolore. Spesso il sorriso è un regalo che facciamo a chi ci osserva e diventa anche un regalo che facciamo a noi stessi. È anche una canzone d’amore.

The dream (anteprima “♫”)
The Dream (of Efem System)Il sogno dell’Efem System. È una canzone “leggera”, di spensieratezza e di serenità. È il piacere di potersi godere un isolato angolino di pace in cui sognare le cose belle della vita ponendo se stessi al centro dell’Universo, con il sottofondo del suono della propria vita. In particolare parla del piacere che si prova a comporre canzoni in cui la propria vita è il centro dell’interesse e, nello stesso tempo, il piacere che si prova a riascoltarle isolandosi da tutto. In questo brano Roberto Gugliemi ha suonato la chitarra e ha collaborato agli arrangiamenti.

Love is not lovable (anteprima “♫”)
Love Is Not Lovable. L’amore non è amabile. Una delle tante interpretazioni dell’amore. Questa volta gli Efem System hanno cercato di darne una visione positiva e negativa nello stesso momento, una visione consapevole che, per il fatto stesso di essere tale, per l’autore diventa comunque positiva. È un avvertimento volto a considerare l’amore gioia e sofferenza nello stesso momento (l’amore è il tetto, l’amore è la pioggia), sapendo che se lo si vive con questi presupposti e in particolare con la libertà di lasciarlo esprimere nelle sue forme diverse, si riesce meglio ad apprezzarne la sua entità e la sua grandezza.

Glass cage (anteprima “♫”)
Glass Cage. Gabbia di vetro. Questo brano risale ad una decina di anni fa. È stato suonato in italiano in una precedente esperienza musicale in cui Number e Fraio suonavano in un’altra band, ma è stato tradotto in inglese e risuonato con un diverso stile in “The Dream”. Descrive uno dei tanti momenti in cui ci si sente “ingabbiati” a riflettere su tutto e su tutti. Ci ritroviamo imprigionati più da noi stessi che dal mondo che ruota attorno, il quale finisce per apparirci splendido, vanitoso ma terribilmente estraneo e apparentemente irraggiungibile, intangibile. Quindi diventa forte il desiderio di rompere le pareti di questa gabbia e cercare di tornare ad essere parte attiva di ciò che sta al di fuori.

Love will tear us apart (anteprima “♫”)
Love Will Tear Us Apart. L’amore ci farà a pezzi. L’altra cover del CD. L’originale è dei Joy Division, di cui questo è senz’altro il brano più famoso. Un doveroso tributo, risuonato in stile elettronico un po’ simile a quello dei New Order (band composta dai musicisti dei Joy Division dopo la scomparsa del leader e cantante Ian Curtis), per indirizzare l’ascolto verso le sonorità da sempre preferite degli autori, ovvero quelle della new-wave che circolava in Europa negli anni ’80.

My head is like a butterfly (anteprima “♫”)
My Head Is Like A Butterfly. La mia testa è come una farfalla. Brano molto introspettivo che prende in esame la difficoltà, ma anche la volontà, di prendere decisioni mai definitive. Lo spunto proviene proprio dall’osservazione del volo di una farfalla, così irregolare e imprevedibile. Si può esplorare il bene e il male, il bello e il brutto, essere qualcosa o esattamente l’opposto di quel qualcosa, ecc… Chi sa apprezzare questo bizzarro (apparentemente) stile di vita e di pensiero può sicuramente godere degli aspetti più generosi e positivi che lo stesso può donare. Il brano è stato cantato da Ilaria Gazzano (thebutterfly singer) e Roberto Guglielmi ha collaborato agli arrangiamenti.

Semplice (anteprima “♫”)
Semplice. Qui l’autore è un educatore (dei propri figli?). Lo spunto è l’osservazione delle difficoltà che la vita ci chiama a superare. È vero che un genitore potrebbe impegnarsi per rendere la vita di un figlio senz’altro più agevole di quella che il genitore stesso sta vivendo, ma è importante che i figli sappiano che non è semplice, tutto ciò che si ottiene assume valore e importanza solo quando lo si ottiene con la giusta “sofferenza”. Il vivere semplice è il risultato di un enorme e faticoso lavoro di ricerca su se stessi per raggiungere la consapevolezza del proprio esistere e delle proprie possibili missioni, ed è il vero vivere bene.

The boy that ran too fast (anteprima “♫”)
The Boy That Ran Too Fast.Il ragazzo che correva troppo veloce. Brano dedicato a Ian Curtis, l’autore preferito di Number. È ispirato al film “Control” e al libro “Così vicino, così lontano”. Parla degli ultimi istanti di vita di questo giovane autore, cantante e leader dei Joy Division, morto suicida in età molto giovane (ciò nonostante Ian Curtis ha lasciato numerosi testi di notevole spessore artistico). L’interpretazione che viene data della vita di Ian Curtis è quella di un ragazzo che correva troppo veloce. Tutto è accaduto troppo in fretta, una corsa contro il tempo, quasi fosse già tutto chiaro da tempo nella mente di Ian. La sua malattia (l’epilessia) lo avrebbe probabilmente divorato lentamente, ma lui, a soli vent’anni, aveva già fatto tutto ciò che doveva fare. Testi e canzoni che restano nella storia della musica (scritti a soli vent’anni), un matrimonio, una figlia, un’amante … e poi la decisione di finire tutto prima del tempo.

(English)

Songs from “The Dream”:

Intro – I Would Always Be Where I’m Not. The introduction to the CD says a lot about it if not almost everything. This song introduces the theme of continuous searching, mental journeys, dissatisfaction, feelings of never being in the right place, wherever that place is, including your own city, which indicates that some previously acquired certainties are taken for granted. Here you question yourself and not the place where you are located, the latter being the more usual approach. If you’re comfortable with yourself you can be anywhere.

From The Sky. It’s the first song … written almost by accident, but it’s by no means to be underestimated. There is something magical or divine in this track. It’s the beginning of this story (that of Efem System), but it seems to come from above. It talks about the continuity between life on earth and “heaven” and is targeted to those people that have allowed us to be who we are now. We can always “feel” what we have learned from and with them.

My Walk. About life — the difficulties and the fears, but also the solid certainties that we have. When we’re falling we can rely on “the golden arms mother” to go back to so that we can resume our journey. Writing songs like this is a kind of psychological treatment that enables us to overcome the small depressions that sometimes arise. The song ends with the happy dance of the nymphs that accompany and support a peaceful and cheerful way of life.

Panic. One of the two covers on the CD. The original is by The Smiths, absolutely one of Number and Fraio’s favorite bands. They chose this song because in the early ’80s, when the music scene was exploding with disco, Morrissey wanted to hang all the DJs because the music they were playing didn’t talk about his life. Number and Fraio have also worked as djs for certain periods, and ultimately stopped so as to dedicate themselves to the creation of this CD … and to avoid being justly hanged!

Il Tuo Sorriso. Your smile. It’s one of two songs that Efem System wanted to leave in Italian. It talks about the smiles that we are sometimes forced to make even when things don’t seem to be going in the right direction. In the face of bitterness that sometimes occurs inexorably, a “conscious” smile may be the solution to show, especially to one’s self, reducing suffering and the the amount of pain. Often a smile is a gift that we offer to those that observe us but it can also become a gift that we give to ourselves. This is also a love song.

The Dream (of Efem System). It’s a “light” song — carefree and serene. It’s the pleasure of being able to enjoy an isolated corner of peace in which to dream about the good things in life putting oneself at the center of the universe with one’s own music playing in the background. In particular, it speaks of the pleasure of trying to write songs in which one’s own life is the focus of interest and at the same time, the pleasure that you try to attain listening to them in total isolation. Here Roberto Guglielmi played the guitar and worked on the arrangements.

Love Is Not Lovable. One of the many interpretations of love. This time Efem System has tried to give a positive and negative vision at the same time, a conscious vision that, by the very fact of being such, for the author becomes beneficial. It’s a warning aimed at considering love, joy and suffering at the same time (love is the roof, love is the rain), knowing that if you live with these suppositions and particularly with the freedom to express love in its varied forms, you can better appreciate love’s dimension and grandeur.

Glass Cage. This song goes back to a decade ago. It was first played in Italian in a previous musical experience when Number and Frai were in another band. In “The Dream” it’s been translated into English and re-worked with a different style. It describes one of many moments when you feel “trapped” to reflect on everything and everyone. We find ourselves trapped more from ourselves than from the world revolves around, which is made to look splendid and vain but terribly strange and seemingly unattainable, intangible. Then the desire to break the walls of this cage and try to get back to being an active part of what is outside becomes strong.

Love Will Tear Us Apart. The other cover of the CD. The original is by Joy Division, and it’s undoubtedly their most famous song. A fitting tribute, re-worked in a electronic style similar to that of New Order (the band’s new name after the death of Joy Division’s lead singer Ian Curtis), it directs the listener to Ian Curtis’ all-time favorite artists, and other new-wavers that circulated in Europe in the ’80s.

My Head Is Like A Butterfly. Very introspective song that examines the difficulties, but also the will to make decisions that are never final. The inspiration comes from observing the flight of a butterfly, so irregular and unpredictable. You can explore good and bad, beauty and ugliness, be something or be just the opposite of that something, etc … Who knows how to appreciate this bizarre (upon appearance) way of life and upon further thought can surely enjoy the most generous and positive aspects that the same can give. The song was sung by Ilaria Gazzano (the butterfly singer) and Roberto Guglielmi has collaborated with the arrangements.

Semplice. Easy. Here the author is an educator (of his own children?). The starting point is the observation of the difficulties that life calls us to overcome. It’s true that a parent could commit to making his child’s life much easier than what the parent is actually living, but It’s important that children know that it’s not easy, what you get assumes value and importance only when you get it with the right amount of “suffering”. The simple life is the result of an enormous and arduous work on one’s self to achieve awareness of one own’s existence and one’s possible purposes, and is the true good life.

The Boy That Ran Too Fast. Song dedicated to Ian Curtis, Number’s favorite artist. It’s inspired by the movie “Control” and the book “So Close, Yet So Far.” It talks about the final moments of this young author’s life, the lead singer of Joy Division who committed suicide at a very young age (despite which Ian Curtis has left us many great songs of artistic value). The impression of Ian’s life is of a guy who was running too fast. Everything happened too fast, a race against time, as if almost everything was already clear for some time in the mind of Ian. His illness (epilepsy) would have probably consumed him slowly, but he at only twenty, had already done what he was supposed to do. Lyrics and songs which remain in the history of music (written in only twenty years), a wedding, a daughter, a lover … and then the decision to end it all ahead of time.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>